Policlinico Gemelli, dove la medicina diventa leggenda: gli interventi straordinari che hanno scritto la storia della chirurgia

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Dalle operazioni sui bambini ancora nel grembo materno alla chirurgia robotica a distanza, fino alla rimozione di tumori considerati estremamente difficili da trattare. Il Policlinico Gemelli di Roma è protagonista di alcune delle pagine più sorprendenti della medicina italiana.

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Il robot Hugo entra in sala operatoria: prima volta in Europa per la chirurgia ginecologica - la Repubblica

Esistono ospedali che rappresentano molto più di un luogo di cura. Sono simboli di speranza, centri di ricerca, laboratori di innovazione e soprattutto luoghi nei quali la scienza incontra il coraggio degli esseri umani.

Il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma appartiene a questa categoria. Un ospedale che, dalla sua inaugurazione nel 1964, ha costruito una storia fatta di assistenza, ricerca scientifica e formazione di generazioni di medici.

Tra le sue sale operatorie si sono svolti interventi di straordinaria complessità, alcuni dei quali hanno rappresentato autentiche innovazioni nella chirurgia italiana ed europea.

Operazioni che, per difficoltà, tecnologia e preparazione, sembrano appartenere alla fantascienza, ma che sono diventate realtà.

Operare un bambino prima ancora della nascita: la straordinaria storia di Tommaso

Una delle vicende più emozionanti risale al 2020.

Un bambino, che sarebbe stato chiamato Tommaso, presentava una grave forma di spina bifida, una malformazione congenita che interessa la colonna vertebrale e il midollo spinale.

I medici del Gemelli decisero di intervenire quando il piccolo si trovava ancora nell’utero materno, alla ventiseiesima settimana di gravidanza.

Un’équipe multidisciplinare di ginecologi, ostetrici e neurochirurghi effettuò un delicatissimo intervento per correggere la malformazione prima della nascita.

Tommaso nacque prematuramente alla trentacinquesima settimana, con un peso di 1.835 grammi. Dopo le cure neonatali, poté tornare a casa in buone condizioni.

Un risultato che dimostrò quanto la chirurgia fetale possa offrire nuove possibilità terapeutiche già durante la gravidanza.

Il tumore nascosto tra i nervi: quando robot e neurochirurghi lavorano insieme

Nel 2025 un’altra storia ha attirato l’attenzione della comunità medica.

Un uomo di quarant’anni conviveva da tempo con dolori addominali intensi e disturbi che compromettevano profondamente la sua qualità di vita.

Dopo un lungo percorso diagnostico, i medici individuarono uno schwannoma sacrale, un raro tumore sviluppatosi in una regione anatomica particolarmente delicata, a stretto contatto con strutture nervose.

La soluzione richiese una collaborazione eccezionale tra chirurgia generale e neurochirurgia.

Le équipe guidate dai professori Fabio Pacelli e Alessio Albanese utilizzarono una combinazione di chirurgia robotica e microscopio operatorio, riuscendo a rimuovere la massa con un approccio mininvasivo.

Un intervento pionieristico, nel quale la tecnologia non ha sostituito l’abilità del chirurgo, ma ne ha ampliato le possibilità.

La chirurgia senza confini: operare un paziente a oltre dieci chilometri di distanza

Il 31 agosto 2026 il Policlinico Gemelli ha raggiunto un altro importante traguardo.

Per la prima volta in Italia, chirurghi italiani hanno effettuato interventi di telechirurgia robotica su pazienti italiani, operando da una struttura ospedaliera diversa da quella in cui si trovavano i malati.

I protagonisti sono stati i professori Sergio Alfieri e Bernardo Rocco.

Dall’Ospedale Isola Tiberina, nel centro di Roma, i due specialisti hanno controllato un sistema robotico che operava su pazienti ricoverati al Gemelli, a oltre dieci chilometri di distanza.

Gli interventi hanno riguardato due patologie oncologiche: un tumore del colon-retto e uno della prostata.

Nelle sale operatorie del Gemelli erano presenti équipe chirurgiche complete, pronte a intervenire direttamente in caso di necessità.

La sperimentazione rappresenta una prospettiva di enorme interesse: in futuro, specialisti altamente qualificati potrebbero contribuire a operazioni effettuate anche in strutture sanitarie molto lontane.

Un tumore al polmone diagnosticato e operato in meno di quattro ore

Nel dicembre 2025 il Gemelli ha raccontato un altro risultato particolarmente significativo.

Un paziente con un sospetto tumore polmonare è stato sottoposto a un percorso integrato che ha consentito di arrivare dalla diagnosi al trattamento chirurgico in meno di quattro ore.

La procedura ha combinato broncoscopia robotica, biopsia e successiva resezione chirurgica robotica, il tutto durante un’unica anestesia.

Un modello innovativo che ha mostrato come l’integrazione tra tecnologie avanzate e diverse specialità mediche possa ridurre i tempi tra l’accertamento diagnostico e la cura.

Non soltanto una dimostrazione di velocità, ma soprattutto un esempio di organizzazione clinica centrata sul paziente.

La nuova frontiera della chirurgia della colonna vertebrale

Nel giugno 2025 un altro intervento ha segnato una tappa importante.

Il neurochirurgo Filippo Maria Polli ha eseguito al Gemelli un’operazione di stabilizzazione vertebrale mininvasiva e decompressione del canale spinale, utilizzando una tecnologia robotica integrata di nuova generazione.

L’intervento, effettuato su un paziente affetto da spondilolistesi lombare, è stato presentato dall’ospedale come il primo del genere in Europa.

Un progresso significativo per una chirurgia nella quale precisione millimetrica e protezione delle strutture nervose sono fondamentali.

Non soltanto tecnologia: il valore umano della medicina

Dietro ogni grande intervento esiste una storia che raramente compare nei resoconti scientifici.

Ci sono le famiglie che aspettano fuori dalle sale operatorie, i pazienti che affidano la propria vita a persone che spesso conoscono da poche settimane, gli infermieri che accompagnano il recupero e i medici che dedicano anni allo studio di tecniche sempre più sofisticate.

Il Policlinico Gemelli è anche il luogo nel quale sono stati curati pontefici, personalità internazionali e migliaia di cittadini comuni.

Ma la grandezza di un ospedale non si misura soltanto attraverso i suoi pazienti più celebri o i suoi primati chirurgici.

Si misura nella capacità di trasformare la ricerca in opportunità concrete di cura, di affrontare casi complessi e di rendere l’innovazione accessibile a un numero crescente di persone.

Il futuro della chirurgia passa anche da Roma

Robot chirurgici, intelligenza artificiale, sistemi di navigazione tridimensionale, medicina personalizzata e interventi a distanza stanno modificando profondamente il mondo della sanità.

Le esperienze del Gemelli dimostrano come la collaborazione tra ricerca universitaria, innovazione tecnologica e competenze cliniche possa aprire prospettive un tempo impensabili.

Naturalmente, ogni nuova tecnica deve essere accompagnata da rigorose verifiche scientifiche, valutazioni di sicurezza e studi sui risultati a lungo termine.

Perché il vero progresso medico non consiste semplicemente nel realizzare operazioni spettacolari, ma nel migliorare concretamente la vita delle persone.

E forse è proprio questa la più grande lezione del Policlinico Gemelli: dietro ogni intervento straordinario non c’è soltanto una conquista della scienza, ma una vita che cerca una nuova possibilità.